F.A.Q.
In questa pagina troverai alcune tra le domande più frequenti che mi rivolgono i miei pazienti.
Questi dubbi potrebbero riguardare anche te e chissà che le risposte non ti aiutino a decidere se contattarmi.
Dopo quanto tornerò a camminare o alla mia vita normale?
A seguito di una procedura mini-invasiva, nella maggior parte dei casi il paziente può alzarsi in piedi già la sera stessa dell’intervento.
Il ritorno alla vita quotidiana è molto più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale, con un recupero funzionale che avviene in tempi brevi e con minori limitazioni.
Posso essere operato in convenzione?
Sì. Collaboro con cliniche convenzionate che accettano la maggior parte delle assicurazioni sanitarie.
Al momento della prenotazione sarà possibile verificare le strutture disponibili e la copertura assicurativa
È disponibile il parcheggio?
Sì, nei pressi dello studio sono presenti parcheggi con disco orario e stalli blu.
Ti verranno comunque indicate le opzioni più comode al momento della prenotazione.
Quali documenti devo portare alla visita?
È importante portare con sé esami neuroradiologici aggiornati (come RMN, TC o RX), eventuali referti clinici precedenti e l’elenco delle terapie già eseguite.
Il costo della prima visita è detraibile?
Sì, la prima visita specialistica è detraibile come spesa sanitaria secondo la normativa vigente.
In cosa consiste la chirurgia mini-invasiva?
Si tratta di tecniche che permettono di accedere alle strutture profonde della colonna vertebrale attraverso incisioni molto ridotte, preservando i tessuti muscolari e legamentosi.
I vantaggi sono tanti: minor dolore post-operatorio, ridotto rischio di infezioni e recupero funzionale più rapido.
Ho paura di non riuscire a fare riabilitazione dopo l’intervento: come funziona il percorso post-operatorio?
Dopo ogni procedura viene impostato un programma di recupero personalizzato, calibrato sulla tua condizione e sul tipo di intervento.
Molti pazienti possono camminare già poche ore dopo l’intervento e tornare gradualmente alle attività quotidiane con il supporto di fisioterapisti e specialisti di fiducia.
E se non fossi un candidato alla chirurgia?
Non tutti i casi, per fortuna, richiedono un intervento.
Durante la visita viene sempre valutata la possibilità di un trattamento conservativo, che può includere terapie fisiche, infiltrazioni ecoguidate o un percorso di riabilitazione personalizzata. La chirurgia è solo uno degli anelli che compongono la catena del processo di cura. L’obiettivo è affrontare il problema nel modo meno invasivo possibile, rispettando le esigenze del paziente.
